Incontro “Donne & migrazioni siamo tutte straniere”

Marzo 9th, 2010

Programma

Presentazione del video “Sguardi di donne” Introduzione a cura del Coordinamento donne CGIL-CISL-UIL

Intervengono:

Marilisa D’Amico, Prof.ssa Ordinaria Diritto Costituzionale - Università Statale di Milano Gruppo Donne Internazionale CISL Pedro Di Iorio, Responsabile del SAI - Servizio Accoglienza Immigrati - Caritas Ambrosiana Elena Gavazzi, Presidente Cooperativa sociale Crinali

Milena Sozzi, Dirigente Scolastico - Istituto Comprensivo Monte Velino di Milano Maria Teresa Broggino Moretto, Direttora Centrale Assessorato Politiche del Lavoro Comune di Milano Cristina Stancari, Assessora alle Pari Opportunità della Provincia di Milano Onorio Rosati, Segretario Generale CGIL, a nome dei Segretari Generali CGIL CISL UIL

Conclusioni a cura del Coordinamento donne CGIL-CISL-UIL

10 MARZO 2010 9.30 - 13.00

Sala delle Colonne della Banca Popolare di Milano

Via San Paolo, 12 Milano (MM Duomo)

2010314donne-10-marzo-272

Traffiking, dalla parte delle vittime

Marzo 4th, 2010

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VOGLIAMO IMMAGINI AMICHE DELLE DONNE

Marzo 1st, 2010

8 marzo 2010

Le immagini violente, volgari, irrispettose della dignità femminile sono un danno per le donne e per l’intera società, sono un danno per il presente e per il futuro che vogliamo, perché minano alla base la possibilità di una convivenza civile e rispettosa dei generi.

Vogliamo proporre una azione politica puntuale, organizzata e condivisa a partire da iniziative già intraprese sia da noi che da altre per contrastare le immagini lesive e gli stereotipi femminili ovunque, non solo nella pubblicità.

Non vogliamo più vedere pubblicità nemiche del corpo delle donne circolare nello spazio pubblico abitato da cittadine e da cittadini, da bambine e da bambini.

In qualunque spazio pubblico: sia un cartellone pubblicitario per strada o sia un canale televisivo al quale tutti gli occhi hanno accesso; sia la pagina di un qualsiasi quotidiano che possiamo trovare sul tavolo di un bar, oppure le pagine patinate di un settimanale, incluse quelle dei cosiddetti femminili, esposte in una qualunque edicola di una qualunque nostra città.

Infine, questo spazio pubblico perennemente a rischio è fatto delle tante, tantissime pagine web che da internet invadono la nostra vita quotidiana, senza neanche essere cercate.

Ciò che ognuno e ognuna compie nella libertà del proprio privato, a partire dal proprio corpo, non è cosa che ci riguarda.

A noi preme lo spazio pubblico e le immagini che questo veicola in ogni mente umana, sia quella maschile come quella femminile, sia quella di un datore o datrice di lavoro, come quella di una dirigenza di ministero.

Abbiamo già chiesto ai Comuni italiani gesti forti, gesti difficili da compiere, perché sono legati al denaro: rifiutare spazi pubblici per messaggi che non rispettano le regole del codice di autodisciplina nella pubblicità.

La pubblicità offensiva è la più visibile delle violazioni contro il genere femminile.

Non vogliamo che le nostre figlie e i nostri figli si abituino alla “normalità” di cartelloni negli spazi comunali che finiscono per essere complici di vilipendio delle proprie cittadine.

E lo abbiamo chiesto a partire dal fatto che quegli spazi sono gli spazi di tutte e di tutti.

Non abbiamo chiesto cose inaudite. Semplicemente, che fosse realmente applicata la Risoluzione del Parlamento europeo del 3 settembre 2008 sull’impatto del marketing e della pubblicità sulla parità tra donne e uomini. Ebbene, in questo 2010 si concluderà sulla carta l’azione promossa dal Parlamento Europeo, iniziata nel 2006. Un’azione che è rimasta inapplicata dalla maggior parte dei comuni italiani.

Sapevamo che non si sarebbero mossi da soli. E lo sapevamo anche senza prendere in considerazione l’aspetto economico. Lo sapevamo perché si tratta di un fatto culturale.

Solo quando le donne, dell’Udi o di altre Associazioni, denunciano, inviano migliaia di lettere e di fax, travolgono la posta di un’azienda o il protocollo di qualche ufficio comunale, e poi quando riescono a dare a questi gesti la giusta risonanza, solo allora ottengono il ritiro delle campagne più vergognose.

Abbiamo verificato, con le due Campagne precedenti, che lavorare con un ampio numero di donne e di associazioni attive sul territorio permette di interessare meglio l’opinione pubblica: abbiamo coinvolto molte donne e molti uomini attraverso iniziative differenti e originali, come le performances, le esposizioni, la musica, lo sport e altro ancora.

La Staffetta ha mostrato che le donne possono non subire la miseria della violenza e sanno farsi testimoni, con iniziative che liberano la nostra creatività e indicato una strada per una convivenza civile tra i generi. Migliaia di donne vi hanno partecipato, parlato delle esperienze delle quali sono state vittime, hanno denunciato una cultura insopportabile fatta di sopraffazione nella famiglia, nel lavoro e nella politica. Una cultura fatta di immagini.

VOGLIAMO IMMAGINI AMICHE DELLE DONNE

Per dare continuità alla Staffetta, proponiamo alle tante donne che vi hanno partecipato e a tutte le altre che lo vogliono, di farsi coinvolgere nella realizzazione della nuova Campagna: immagini amiche che sarà come le precedenti: nazionale, semplice, con poche regole precise. E che parte l’8 marzo.

Vogliamo una Campagna, come è nella tradizione dell’Udi, aperta a tutte le donne, alle commissioni pari opportunità come alle insegnanti, alle associazioni femminili ovunque sul territorio come alle tante ragazze nelle scuole, alle casalinghe come alle operaie, alle imprenditrici come alle tante donne giovani e meno giovani che hanno un lavoro precario.

Perché ovunque c’è bisogno di immagini amiche.

Adesione
Tutte le donne in Italia, italiane e straniere, singole e associazioni, possono aderire.

Si aderisce solo prendendo contatto con la Sede nazionale dell’Udi, inviando mail a udinazionale@gmail.com. Questo vale anche per singole donne, Gruppi o Sedi Udi.

Nel caso di associazioni, gruppi, eccetera occorre indicare una responsabile.

L’adesione si sostanzia nel comunicare l’iniziativa che si intende intraprendere.

La Sede nazionale Udi valuterà caso per caso il contributo economico da chiedere per ogni adesione, in collaborazione con le Garanti nazionali. Si terrà conto se l’adesione viene da una singola donna o da gruppi organizzati.

Iniziative

Le iniziative possono essere le più varie e articolate: vogliamo seguire lo stesso criterio adottato per la Staffetta, che ha liberato la creatività e la passione politica di molte.

Per esempio, le insegnanti possono parlare con i loro alunni, maschi e femmine, e avviare ricerche per individuare i modelli di comportamento che agiscono sui bambini e sulle bambine a partire dagli stereotipi rintracciabili nei giochi e nella pubblicità rivolta ai bambini.

Oppure ancora, sempre le insegnanti possono sollecitare ragazzi e ragazze a guardarsi intorno e a fotografare con i cellulari le immagini che appaiono ai loro occhi come lesive della dignità delle donne e quali invece quelle amiche.

Per esempio, tutte le donne giovani e meno giovani, pensiamo a tante casalinghe che non hanno collegamenti, possono monitorare, anche con una vicina di casa, la televisione o anche i messaggi che passano in una radio locale, i cartelloni di un supermercato o quelli stradali.

Ognuna a partire dalla propria realtà, esperienza e competenza in vari settori, può segnalare quello che colpisce i propri occhi e la sua sensibilità.

Tutte le azioni da intraprendersi o già intraprese per avere “città libere” possono rientrare nella Campagna, seguendo le regole di adesione indicate.

Quaderni bianchi

Pensiamo ad uno strumento agile per lasciare ad ogni donna o gruppo la libertà sul come farlo e su cosa fermare la l’attenzione: il Quaderno è uno strumento facile, può essere compilato anche da una bambina, assistita da una donna maggiorenne.

Un Quaderno bianco può essere utilizzato anche come strumento di verifica su quei Comuni che hanno deliberato formalmente su città libere (come da risoluzione del Parlamento Europeo) per annotare se sono stati mantenuti gli impegni presi.

Tutti i Quaderni, ordinati dalla Sede nazionale dell’Udi, saranno il materiale concreto che porteremo al Parlamento europeo il 25 Novembre prossimo.

I Quaderni saranno i messaggi che la nostra Anfora della Staffetta accompagnerà in questa nuova avventura e trasferta.

Per ogni informazione scrivere a udinazionale@gmail.com.

Il sito www.udinazionale.org seguirà la Campagna e tutte le iniziative collegate.

Venerdì 5 marzo 2010 ore 16,00

Roma, Sede nazionale dell’UDI, Via dell’Arco di Parma 15

presentazione della Campagna

Fabiola Pala UDI

l’Europa delle donne

Clara Albani direttrice Parlamento europeo per l’Italia

la pubblicità è femmina

Daniela Brancati scrittrice - giornalista

modelli culturali femminili nel Mediterraneo

Silvana Campisi presidente Pro.Do.Med.

corpi asserviti al mercato: donne di oggi tra presenza virtuale e migrazione

Cristina Mecci, AIDOS - regista

osservatorio di Studi di Genere tra le Università

Francesca Brezzi, docente di Filosofia morale Università Roma Tre – Delegata alle pari opportunità di Roma Tre

coordina i lavori Cristina Magnaschi giornalista

Nell’occasione verrà presentato il Premio foglia amica,

che l’UDI promuove insieme alla Campagna.

UDI- Unione Donne in Italia, Sede nazionale-Archivio centrale

Tel 06 6865884 fax 06 68807103

www.udinazionale.org

UDI - Unione Donne in Italia

Sede nazionale Archivio centrale

Via dell’Arco di Parma, 15 – 00186 Roma

Tel 06 6865884 Fax 06 68807103

udinazionale@gmail.com www.udinazionale.org

Dal Sole 24 ore: novità sui farmaci

Marzo 1st, 2010

Nel pdf allegato trovate due articoli:

federal-farmaceutico

8 Marzo e dintorni… Donne e lavoro: più ombre che luci nella nuova normativa

Febbraio 22nd, 2010

Venerdì 26 febbraio 2010 - ore 16,30-19.30
Museo di Storia Naturale, Giardini pubblici P.ta Venezia (apri mappa
<http://www.comune.milano.it/dseserver/webcity/documenti.
nsf/weball/CAF5FCC5F6E9AE94C12570F40032DED9?opendocument
> )

Programma dei lavori

INTRODUCE
Marilena Adamo, Senatrice, Presidente Associazione Fiorella
Ghilardotti

COMUNICAZIONI
Rita Ghedini, Senatrice, 11ª Commissione Lavoro, previdenza sociale

Tiziana Vettor, Giuslavorista, Università Bicocca

Francesca Zajczyk, Sociologa, Consigliere Comunale

INTERVENGONO

Anna Catasta, Presidente C.d.I.E. - Centro di Iniziativa Europea

Fulvia Colombini, Segreteria Regionale Cgil

Maria Teresa Coppo Gavazzi, Consigliera di parità, Regione
Lombardia

Pia Locatelli, Presidente Fondazione A.J. Zaninoni, già Parlamentare
Europea

Ardemia Oriani, Consigliera regionale

Sara Valmaggi, Consigliera regionale

Simona Zandonà, Resp. Servizi Sociali - Direzione del Personale ATM S.
p.A.

COORDINA
Maria La Salandra, Associazione Fiorella Ghilardotti

Sono invitate all’incontro seminariale donne impegnate nel sindacato,
nelle associazioni, nelle istituzioni, nel lavoro.

Convegno - La salute delle donne straniere in Italia - Programma

Febbraio 19th, 2010

programma

Lunedì 8 marzo 2010

dalle ore 9,30 alle ore 13,30

Sala Indro Montanelli – presso Circolo della Stampa

Corso Venezia, 16 - Milano

ore 9.30                              apertura lavori e saluti

rosaria Iardino                 Presidente Donne in rete

Tiziana Scalco                   Segreteria CgIL Camera del Lavoro di milano

Cristina Stancari               assessore Sport e Tempo Libero, Politiche giovanili,

Pari opportunità Provincia di milano

Fiorenza Bassoli                Senatrice e Capogruppo PD - Commissione Igiene e Sanità

ore 10.00                            Scenari, proposte e buone pratiche

Patrizia Farina                 Demografa Università milano Bicocca

Daniela Carrillo                 ricercatrice Fondazione ISmU

Chiara Crepaldi                 responsabile progetti europei Istituto per la ricerca Sociale

angela Quaquero               VicePresidente Provincia di Cagliari

Carla Padovan                   Pediatra presso il Consultorio Familiare dell’azienda Sanitaria di Pordenone

modera: giuliana Baldi    associazione VersoDiverso

ore 11.00                           Esperienze

ovejdane mejri                  ricercatrice presso il Politecnico di milano

Sumaya abdel Qader         autrice del libro “Porto il velo, adoro i Queen”

Sono state invitate:           rappresentante comunità Indiana

rappresentante comunità Cinese

modera :arianna Censi    Esperta Politiche di genere

ore 12.00                           Tavola rotonda

Interverranno candidate donne nella regione Lombardia presenti nelle liste dei principali Partiti Italiani, si discuterà

di come la politica affronterà il tema dell’Immigrazione.

modera: rosaria Iardino   Presidente Donne in rete

ore 13.00                           Chiusura lavori

La salute delle donne straniere in italia

Febbraio 19th, 2010

IL VACCINO ANTI HPV RIDUCE LE PATOLOGIE GENITALI FEMMINILI

Febbraio 17th, 2010

Il vaccino contro l’Hpv (Human papilloma virus, il Papilloma virus umano) e’ in grado di difendere l’organismo dal cancro al collo dell’utero, alla vagina e alla vulva ma anche di ridurre l’insorgenza della neoplasia intraepiteliale cervicale (CIN, un precursore del cancro alla cervice), di diminuire il pericolo di sviluppare lesioni genitali esterne e di prevenire lo sviluppo di anomalie citologiche responsabili di diverse patologie. E’ quanto emerge da uno studio condotto dai ricercatori del National Institute of Cancer di Bogota’ (Colombia) diretto da Nubia Munoz, direttore della struttura, e pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute.
Dallo studio e’ emerso che il vaccino, rivolto principalmente alle adolescenti e alle giovani donne, puo’ portare alla riduzione dello sviluppo dei condilomi genitali e di altre anomalie cellulari, spesso precursori dei tumori del collo dell’utero, della vulva e della vagina.
”I nostri risultati forniscono prove evidenti che suggerire l’attuale programma di vaccinazione contro l’HPV alle ragazze adolescenti e alle giovani donne portera’ entro alcuni anni a una notevole riduzione dei condilomi genitali e delle anomalie citologiche cervicali - spiegano gli autori -. Si prevede che tali riduzioni alla fine si tradurranno in tassi piu’ bassi di cancro alla cervice uterina, alla vulva e alla vagina”.

Impact of Human Papillomavirus (HPV)-6/11/16/18 Vaccine on All HPV-Associated Genital Diseases in Young Women

Nubia Muñoz, Susanne K. Kjaer, Kristján Sigurdsson, Ole-Erik Iversen, Mauricio Hernandez-Avila, Cosette M. Wheeler, Gonzalo Perez, Darron R. Brown, Laura A. Koutsky, Eng Hseon Tay, Patricía J. Garcia, Kevin A. Ault, Suzanne M. Garland, Sepp Leodolter, Sven-Eric Olsson, Grace W. K. Tang, Daron G. Ferris, Jorma Paavonen, Marc Steben, F. Xavier Bosch, Joakim Dillner, Warner K. Huh, Elmar A. Joura, Robert J. Kurman, Slawomir Majewski, Evan R. Myers, Luisa L. Villa, Frank J. Taddeo, Christine Roberts, Amha Tadesse, Janine T. Bryan, Lisa C. Lupinacci, Katherine E. D. Giacoletti, Heather L. Sings, Margaret K. James, Teresa M. Hesley, Eliav Barr, Richard M. Haupt

Affiliations of authors: Division of Research and Public Health, National Institute of Cancer, Bogotá, Colombia (NM); Department of Virus, Hormones and Cancer, Institute of Cancer Epidemiology, Danish Cancer Society/Rigshospitalet, University of Copenhagen, Denmark (SKK); National Cancer Detection Clinic, Icelandic Cancer Society, Reykjavik, Iceland (KS); Department of Clinical Medicine, University of Bergen, Bergen, Norway (O-EI); and Department of Obstetrics and Gynecology, Haukeland University Hospital, Bergen, Norway (O-EI); Institute of Public Health, Cuernavaca, Morelos, Mexico (MH-A); Department of Pathology and Department of Obstetrics and Gynecology, University of New Mexico Health Sciences Center, Albuquerque, NM (CMW); Obstetrics, Gynecology and Reproductive Health department at the Universidad del Rosario, Bogotá, Colombia Now at Merck Research Laboratories, West Point, PA. (GP); Department of Medicine, Indiana University School of Medicine, Indianapolis, IN (DRB); Department of Epidemiology, University of Washington, Seattle, WA (LAK); KK Women’s & Children’s Hospital, Singapore (EHT); Epidemiology HIV and STD Unit, Universidad Peruana Cayetano Heredia, Lima, Peru (PJG); Department of Gynecology and Obstetrics, Emory University School of Medicine, Atlanta, GA (KAA); Microbiology and Infectious Diseases Department, Royal Women’s Hospital, Parkville, Victoria, Australia (SMG); Department of Obstetrics and Gynecology, University of Melbourne, Melbourne, Victoria, Australia (SMG); Department of Gynecology and Obstetrics, Medical University of Vienna, Vienna, Austria (SL, EAJ); Karolinska Institute at Danderyd Hospital, Stockholm, Sweden (S-EO); Department of Obstetrics and Gynecology, University of Hong Kong, Hong Kong Special Administrative Region (GWKT); Department of Family Medicine and Department of Obstetrics and Gynecology, Medical College of Georgia, Augusta, GA (DGF); Department of Obstetrics and Gynecology, University Central Hospital, Helsinki, Finland (JP); Direction Risques Biologiques, Environnementaux et Occupationnels, Institut National de Santé Publique du Québec, Montréal, QC, Canada (MS); Epidemiology Research Program, Institut Catala d’Oncologia, Institut d’Investigacio Bellvitge, Barcelona, Spain (FXB); Department of Medical Microbiology, Lund University, Lund, Sweden (JD); Department of Obstetrics and Gynecology, University of Alabama at Birmingham, Birmingham, AL (WKH); Department of Gynecology and Obstetrics, Department of Pathology, and Department of Oncology, Johns Hopkins University School of Medicine, Baltimore, MD (RJK); Department of Dermatology and Venereology, Center of Diagnostics and Treatment of Sexually Transmitted Diseases, Warsaw Medical University, Warsaw, Poland (SM); Department of Obstetrics and Gynecology, Duke University Medical Center, Durham, NC (ERM); Department of Virology, Ludwig Institute for Cancer Research, Sao Paulo, Brazil (LLV); Merck Research Laboratories, West Point, PA (FJT, CR, AT, JB, LCL, KEDG, HLS, MKJ, TMH, EB, RMH)

Correspondence to: Nubia Muñoz, MD, 24 Quai Fulchiron, 69005 Lyon, France (e-mail: nubia.munoz@free.fr ).

Background: The impact of the prophylactic vaccine against human papillomavirus (HPV) types 6, 11, 16, and 18 (HPV6/11/16/18) on all HPV-associated genital disease was investigated in a population that approximates sexually naive women in that they were “negative to 14 HPV types” and in a mixed population of HPV-exposed and -unexposed women (intention-to-treat group).

Methods: This analysis studied 17 622 women aged 15–26 years who were enrolled in one of two randomized, placebo-controlled, efficacy trials for the HPV6/11/16/18 vaccine (first patient on December 28, 2001, and studies completed July 31, 2007). Vaccine or placebo was given at day 1, month 2, and month 6. All women underwent cervicovaginal sampling and Papanicolaou (Pap) testing at day 1 and every 6–12 months thereafter. Outcomes were any cervical intraepithelial neoplasia; any external anogenital and vaginal lesions; Pap test abnormalities; and procedures such as colposcopy and definitive therapy. Absolute rates are expressed as women with endpoint per 100 person-years at risk.

Results: The average follow-up was 3.6 years (maximum of 4.9 years). In the population that was negative to 14 HPV types, vaccination was up to 100% effective in reducing the risk of HPV16/18-related high-grade cervical, vulvar, and vaginal lesions and of HPV6/11-related genital warts. In the intention-to-treat group, vaccination also statistically significantly reduced the risk of any high-grade cervical lesions (19.0% reduction; rate vaccine = 1.43, rate placebo = 1.76, difference = 0.33, 95% confidence interval [CI] = 0.13 to 0.54), vulvar and vaginal lesions (50.7% reduction; rate vaccine = 0.10, rate placebo = 0.20, difference = 0.10, 95% CI = 0.04 to 0.16), genital warts (62.0% reduction; rate vaccine = 0.44, rate placebo = 1.17, difference = 0.72, 95% CI = 0.58 to 0.87), Pap abnormalities (11.3% reduction; rate vaccine = 10.36, rate placebo = 11.68, difference = 1.32, 95% CI = 0.74 to 1.90), and cervical definitive therapy (23.0% reduction; rate vaccine = 1.97, rate placebo = 2.56, difference = 0.59, 95% CI = 0.35 to 0.83), irrespective of causal HPV type.

Conclusions: High-coverage HPV vaccination programs among adolescents and young women may result in a rapid reduction of genital warts, cervical cytological abnormalities, and diagnostic and therapeutic procedures. In the longer term, substantial reductions in the rates of cervical, vulvar, and vaginal cancers may follow.

Context and Caveats

Prior knowledge

Prevention of cervical cancer has focused on screening and prophylactic human papillomavirus (HPV) vaccination.

Study design

Two randomized, placebo-controlled, efficacy trials for an HPV vaccine provided data. The average follow-up was 3.6 years. All women underwent cervicovaginal sampling and Papanicolaou (Pap) testing. Outcomes were any cervical intraepithelial neoplasia, any external anogenital and vaginal lesions, any Pap test abnormality, and any procedure such as definitive therapy.

Contribution

In the group representing uninfected women, vaccination was up to 100% effective in reducing the risk of HPV16/18-related high-grade cervical, vulvar, and vaginal lesions and the risk of HPV6/11-related genital warts. In the intention-to-treat group representing the general population, vaccination statistically significantly reduced the risk of any high-grade cervical lesion, vulvar and vaginal lesion, genital wart, Pap abnormality, and definitive therapy, irrespective of causal HPV type.

Implications

HPV vaccination of adolescents and young women in the general population may reduce the incidence of genital warts and cervical cytological abnormalities, the associated number of diagnostic and therapeutic procedures performed, and eventually the rates of cervical, vulvar, and vaginal cancers.

Limitations

Only 14 of the 40 HPV types that infect the genital tract were assessed. The intention-to-treat population was not entirely representative of the general population because at most four sex partners and no past abnormal Pap test or external genital abnormality were required for entry.

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Febbraio 17th, 2010

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14 aprile 2010 ore 09.00 - 18.00

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via Macedonio Melloni, 3

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